|
martedì, 13 gennaio 2009
ecco il mondo rosazzurro che sognavi! dico a Cedric Marne la Vallée: il mondo parco-giochi che cercavi. dietro le quinte uomini con corpi da Pluto ridono con Crudelia Demon, la regina di cuori si taglia la testa e si rivela essere un uomo, teste di conigli su corpi di uomini: scivolo dentro un film di David Lynch oppure sogno? dimentico sempre di timbrare il cartellino, non ho l'abitudine dico al team leader che mi guarda come fossi un estraterrestre; andiamo a prendere i costumi e ci pagliacciamo negli spogliatoi scherzando. Cedric mi dice che il principe di Biancaneve scopa con quello di Cenerentola e che entrambi erano nei film di Cadinot non in quelli di Walt Disney; nove su dieci sono gay qui, risponde un tipo, che schifo tutti froci, é il mondo alla rovescia. Ovviamente il tipo é italiano. non rispondo, mi annoio, i pettegolezzi e i lazzi e i cazzi, i pregiudizi: c'é sempre la stessa luce malgrado sia scesa la notte? inutile fingere di essere rigorosamente normale: io e il tempo abbiamo altri piani per il mondo e abbiamo visto in faccia la follia del giorno. Nevica appena. a mensa tento di mangiare solo a volte per non dover rispondere al vuoto lessicalizzato. Nel residence della Disney dove alloggiamo per 259 euro al mese prelevati direttamente dal minimo salariale, nel corridoio tiepido fetido corrono di stanza in stanza svampiti ebbri cast member inglesi, rovinati di droga e anglofonia a oltranza, mentre fuori bufera e si inneva e si rinnova un natale da cartone animato ed io fingo di essere normale sorrido piego la piaga della mia ferita irrisolta e sorrido sono la soglia da traversare e la parola che scala montagne in notti come queste quanto cielo nero adolescente da ridere ancora con sogni in piramidi e fiori. Cedric vestito da principe della bella addormentata, Ali vestito da Aladino, tutti i puttani e gli ex pornomodelli sfilano su carri della fantaillusione Vendiamo sogni come fossimo pusher Il lavoro é Ali' che ce lo ha procurato, un contratto a termine per la multinazionale del sogno. Ecco il mondo rosazzurro che sognavi da bambino, dentro un cofano d'auto legato colla corda della persiana messo nudo in mezzo al bosco, picchiato a sangue da tuo padre. Cedric vestito da principe: corriamo dietro il bianconiglio? Chiede piu' tardi, dopo il lavoro, rientrando al residence, camminiamo sopra il laghetto gelato, scivoliamo, scricchiola, ci tiriamo palle di neve fingo di essere normale eppure ridere al giorno finto dei lampioni traversando il paesaggio innevato sopra un lastra di ghiaccio senza paura di sprofondare eppure
domenica, 07 dicembre 2008
con mani adolescenti contro il vento del mattino, dal vetro gelato dell auto in ghirigori muove le dita, come suonasse un piano una musica come stesse dirigendo l´orchestra dell alba , il farsi lento e sornione del giorno puttano sotto il cielo di Parigi
Parigi IERI
Cedric vestito di luce, nudo e eretto contro l abat jour fioca accesa nella stanza d´hotel, il cliente vuole un numerino. Sulla route de Souresnes a Porte Dauphine la notte si ricopre di un manto di cristallo, poi il tipo imbarca Cedric e parte, fa una vasca allee retour e passa a prendermi... il cliente vuole un attivo e un passivo, mi fa lui civettuolo.
con mani adolescenti contro il vento gelido dell alba Cedric disegna ghirigori e dirige un´orchestra immaginaria tutta nella sua testa. L-autoradio del cliente non funziona bofonchia stride, poi mette un cd di musica pop, tutto secondo copione.
Nella stanza d´albergo odore di sigarette spente dietro il termosifone, questo tutto ció che ricordo, a parte l´abat-jour un nero d ombra alla parete, e poi Cedric che esce dal bagno e mi dice
ho voglia di zucchero filato
io mi chiedo che tipo di droga sia, e dove possiamo trovarla.
poi realizzao che il tipo parla proprio dello zucchero filato quello delle fiere. e nel seguente istante, nell attimo esatto in cui, eretto e nudo, il suo corpo adolescente eclissa l abat jour lo vedo vestito di luce
suo padre lo aspetta ancora nel villaggio del pas de calais, bottiglia in mano e sbarra di ferro nell- altra e lui a 17anni a maggio ha avuto oggi il suo battesimo di luce? lo picchiava colla sbarra, gli infilava la testa nel cesso, lo legava e infilava nel cofano e lo lasciava in mezzo al campo a dieci chilometri da casa e se non rientrava a tempo ricominciava, fino al giono in cui ha trovato un passaggio in direzione opposta ed ha scoperto Parigi. La madre sbadata che scivola continuamente in cucina ricoperta d ematomi, la sacra famiglia tradizionale insomma.
Vorrei un mondo rosazzurro dagli angoli antitaglio per non farsi male mai. un mondo asilo nido dagli angoli smussati per non ferirsi mai. per tutti i bambini vestiti di luce.
lunedì, 25 agosto 2008
Nudo e vergine all’altare io feticcio meticciato col desiderio di morte;
comincio a caricare casse, ho solo le scarpe da ginnastica e una teca trasparente in mano, e dentro una strana lucertola imbalsamata,
Il tipo vuole un fantasma di caricatore nudo la schiena sgocciola dopo un quarto d'ora e il suo atelier a Porte de Clichy olezza d’olio e formaldeide e naftalina e alcool e merda.
la mia sulla tela
Le pareti chiazzate di rosso raccontano troppo o troppo poco ?
Sposto le casse piene di quadri e mostri imbalsamati lucertole con code di volpe e volpi con denti di giaguaro e pezzi anatomici di ceramica smaltata.
Il cazzo barzotto di viagra perché il grosso porco artistoide imbalsamatore abbia una chanse di prenderla in culo ;
nel fondo del suo culo d'artista quotato
c'est de la merde bon sang, te rends pas compte, conard?
Le foto scattano flash di me ombra nella notte le finestre schermate e la porta blindata e il capannone industriale abbandonato adattato ad atelier d’artiste;
Il servizio fotografico me lo paghi a parte :
In una c’é solo un piede, nell’altra un orecchio
Mi sta vivisezionando per puzzlelarmi con altre vittime
La notte semina misteri ed io svengo di lava in vena
vengo fluido e spesso sulla sua tela bianca
anche quest’opera é esposta
anch’ essa gratuita e con un prezzo nascosto altissimo
come la vita
Parigi lungo il sedicesimo le facciate sontuose dicono amami, poi arrivo al 17 e salgo su per i cinque piani a chiocciola di legno fradicio e nella micro-stanzetta otto metri quadri col cesso alla turca sul pianerottolo da cameriera nubile vestita a lutto nei giorni di festa, guardo le case sfacciate di lusso della puttana borghese e dico
Parigi val bene una messa
e che mangino croissant
Che non sia quella del mio funerale.
en ce cas-là
adieu, bande d'enfoiré
domenica, 27 luglio 2008
1. Londra, piume di cuscino gialle di tempo e sudore,
mi sveglio alle due del pomeriggio, ho vomitato tutta la notte in un sudario di morte
e fuori c'é il solito disastro di pioggia infinita.
la notte la mia ferita segreta ha sanguinato mi sono svegliato in un sudario di angoscia e tremavo di freddo e fame ma avevo solo un sandwich rubato ieri al First out ed ho vomitato subito dopo. bevo acqua del Tamigi dal rubinetto e torno a letto.
2. vorrei gettarmi giù dal tetto delle torri di cristallo di Vauxhall, giù nel Tamigi. fluttuare come un arbusto strappato alle sponde.
3. sul balcone-corridoio ballatoio della casa popolare gli scarafaggi equilibristi sui fili di ferro per stendere i panni. ma tanto li mettiamo sui termosifoni, i panni,
4. la moquette puzza di sudore piscio piedi sporchi gatti morti da un anno, pioggia, lacrime, formaggi, alimenti per i poveri, panni sporchi, scarafaggi pestati a morte.
5. come catena perpetua che scivola sul piano inclinato, ed io mi preparo per affrontare ancora e sempre
questa luce grigia.
6. cammino sino alla fermata dell'autobus che mi conduce fino alla fermata della metro che mi conduce sino a Tottenham Court Road
7. le scale mobili come ramoscelli d'arbusti attaccati da fiumi di formiche, brulicano come terre equatoriali e vanno in panne.
8. appena arrivo il disastro di piatti e terrine di plastica sporche di frociate vegan-del bar ristoriante Lesbo-vegetariano "First Out" mi attendono nel tinello.
9. I topi nell'intercapedine hanno una tana avvelenata, il topo oscilla e crepa sotto la cucina, il cuoco dice: non posso smettere adesso, lo cercherete dopo.
10. e noi catena di montaggio can I help you? lavo i piatti, servo i piatti, lavo i piatti servo i piatti pulisco i cessi, lavo a terra
ed é subito sera.
12. esco dal locale saluto e gli altri vanno via, faccio il giro dell'isolato e torno indietro a riprendere i sandwich lasciati sul cornicione davanti la porta del locale: li lasciano li' per i poveri.
13. nel tunnel di tottenham court road che scende alla metro lascio un panino ad un barbone e tengo l'altro per me.
14. Prendo la metro che mi porta alla fermata del bus che mi porta sulle scale macere di pioggia di casa, gli scarafaggi equilibristi sui fili
15. io mi getto sul letto abbraccio il cuscino giallo di piume e sudore e rosso di vomito e sangue vorrei gettarmi dalle torri di cristallo di Vauxhall. mi sono tagliuzzato le braccia non so come, domani dovro' mettere maniche lunghe al lavoro, che disastro per lavare i piatti e questi segni graffi e tagli .
dalle torri di cristallo di Vauxhall che guardano il Tamigi fluttuare dalle terrazze,
delle terrazze aperte sul fiume nero che lento come l'abisso ingorga il mio male.
0. con sguardo fisso dentro l'abisso, sangue marcio d'anima ingorga senza fine noi ammaliati, muti, guardiamo impotenti che giunge divina apocalissi: macchie di sangue sui polsi
domenica, 20 luglio 2008
Belgian Chocolate:

"Le roi Albert II lui, il aime bien son trône, il n'y a pas de mal à ça.
moi aussi j'aime bien le mien".
dit Bart, mon client flamand, il est Master et il cherche surtout des arabes pour partager son esclave.
Quelqu'un qui puisse enfoncer dans le cul de son esclave francophone pleine des chose, des morceaux de charbon d'abitude, qu'il prend de sa cheminée, son feu ouvert, comme on dit, souvenir de quand les francophones étaient riches dans cette espcèce de Royaume grace aux mines.
le minable francophone suce bien nos bites, aprés il leche nos pieds, on lui crache dessous.
François Wallon, l'esclave, le ver, lui, il vit d'allocations, Bart le loge chez lui, il le laisse trainer à quatre pates et dormir sur le tapis, comme une caniche.
Le francophone a l'abitude à ne rien demander, comme tous les cafards de sa race, même pas le necessaire pour surivivre: il aime ses souverains lui.
Il aime sucer des gros bites jouteuse d'arabe, lui, hisoire d'être juste la latrine qui recoit plein de pisse sur la geule et dit merci.
Bart assis sur son trône, sa toilette:
tourné sur son dos, bouche ouverte, François Wallon avait leché le cul de son maître, jusqu'à ce que'il lui chie dans la geule. juste après on a decidé de la lui fermer.
Le roi à la télé essaie de mantenir son trône, c'est pas sorcier, n'y a pas de mystère.
Moi ça m'est egale, comme tous les etrangères à Bruxelles j' essaye de prendre l'argent et m'enfouir, take the money and run like people working in the European Istitutions: they take the money and run.
fuck off/ destroy Belgium
Belgica delenda est
Belgica delenda est
Belgica delenda est
Le Wallon travaillait et habitait dans la banlieu bruxellois, mais comme il parle pas flamand il peut pas faire un crédit pour acheter une maison, puis on l'a mis à la porte pour la même raison, il à perdu sa femme et ses filles parce-qu'il voulait les obliger à mettre le voile, pour ne pas provoquer les arabes à Bruxelles.
Puis il à tout perdu, jusqu'à ce qui'il a trouvait enfin son Maître, le tou-puissant flamand qui puisse l'humilier comme il merite.
|